Chi siamo

Patron Pietro Micillo

Pietro rappresenta la quarta generazione di una famiglia che dal 1892 in seguito ad una serie di acquisizioni di terreni avviarono un’attività agricola nutrita da sempre con passione e curiosità, le stesse che muovono il patron de La Riggiola. Oggi le aziende agricole Micillo rappresentano un modello di efficienza e modernità, grazie anche alla specializzazione nella produzione di vegetali che rischiavano di scomparire nonostante le indiscusse proprietà organolettiche. Dal Fagiolo a Formella alle Torzelle, dalla Cicerchia flegrea alla Papaccella riccia, dalla Zucca lunga napoletana ad altri ortaggi della tradizione. La cura dei prodotti del territorio, la loro memoria e la loro genuinità rappresentano alcuni dei capisaldi che hanno dato vita a questo ristorante, luogo di eccellenza della buona cucina.

Chef Viviana Marrocoli

Viviana nasce a Napoli e cresce tra i sapori di famiglia e la cucina della nonna. A 23 anni inizia un percorso da autodidatta fatto di passione e voglia di giocare, basato sull’umiltà di mettersi alla prova ogni giorno. Frequenta il corso del Gambero Rosso di Napoli, collezionando fortunati incontri con grandi maestri come Michele Leo, Vincenzo Bacioterracino e lo chef Francesco Sposito. La sua è una passione che cresce sempre di più e la invoglia ad esprimere nei suoi piatti la propria filosofia di gusto con grande cura, diligenza e dedizione. Dopo varie esperienze all’estero ritorna in Italia entrando nelle cucine di Lorenzo Cuomo del ristorante Re Maurì e Viviana Varese del ristorante Alice, fino a giungere alla fine dell’anno 2018 nella cucina dello chef Igles Corelli.
Nel 2020 ritorna a Napoli e da un incontro con l’amico Pietro Micillo nasce un nuovo connubio e l’inizio di un percorso culinario fatto di ricordi, tradizione, e tanta passione.

Chef Roberto Auricchio

Roberto sin da piccolo ha coltivato la passione per il cibo e la buona tavola. Guardando insieme alla madre il film “Miseria e nobiltà”, resta affascinato dalla figura del cuoco che serve gli spaghetti. Diceva Totò nel film: “cuoco che bella parola!”. Da li inizia a seguire il suo sogno, un percorso fatto di sacrifici ma anche di tanti traguardi. Di origini sicule ereditate dal nonno palermitano, Roberto sviluppa un cucina contaminata, fatta di ingredienti siciliani e della cultura partenopea. Frequenta l’istituto alberghiero Ippolito Cavalcanti a Napoli e inizia la sua formazione in ristoranti classici napoletani. Trasferitosi in riviera romagnola, colleziona una serie di esperienze che lo conducono alla brigata del Grand Hotel di Rimini condotta dallo chef Filippo Gozzoli e in seguito da Alexander Dressel. Successivamente rientra nella sua città, intraprendendo nuove collaborazioni, fin quando, nel 2013, entra a far parte dello staff di Identità Golose come supporto agli chef relatori. In seguito ha l’opportunità di dirigere un ristorante a Civitanova Marche in collaborazione con lo chef Davide Mazza della Niko Romito formazione. Rientra e Napoli con la consapevolezza di voler dar un contributo al panorama gastronomico campano, avendo l’ opportunità di entrare nelle cucine di Rosanna Marziale, di Paolo Barrale e infine un breve periodo formativo con Niko Romito. Col tempo e con le esperienze maturate si è accentuato sempre più il suo amore per la cucina e il rispetto delle materie prime, fino a condurlo oggi nella cucina Taverna la Riggiola dove collabora insieme alla sua amica Viviana Marrocoli.Per Roberto il cibo è cultura, amore e dedizione.